Fisso o variabile?
Parliamo di lunghezza focale degli obiettivi. Cosa cambia fra uno zoom e un’ottica a focale fissa? Quali sono le differenze di prospettiva e composizione?
di Claudia Rocchini – FOTOGRAFIA REFLEX, agosto 2010
Uno dei blablabla più ricorrenti tra fotoamatori “nati imparati” riguarda il confronto di prestazioni tra obiettivi a focale fissa e obiettivi zoom, quasi fosse una gara. Se ne parla prevalentemente per fattori qualitativi, con opinioni basate su parametri quali nitidezza, luminosità, velocità di messa a fuoco, distorsioni eccetera. Più raramente si discute di modalità compositive e relative differenze, se non in termini negativi riferiti ai presunti limiti di composizione degli obiettivi fissi.
Le osservazioni più frequenti in merito tipo “Sono troppo lungo o troppo corto” oppure “I fissi danno più soddisfazioni in termini di qualità, ma tocca muoversi per ottenere l’inquadratura giusta” non sono quasi mai accompagnate da riferimenti sulle condizioni di ripresa, l’unica discriminante che forse potrebbe giustificare affermazioni così categoriche.
Per discutere con cognizione di causa si dovrebbe specificare di quale genere fotografico si sta parlando e in quale situazione ci si trova perché cambia molto sapere se si è in montagna sull’orlo di un burrone (e dunque limitati nei movimenti) oppure se si è in un prato alpino con infinite possibilità di azione.
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Girifalco - Falco rusticolus (posizione di volo detta a "Spirito Santo") Nikon D700 - Nikkor 180mm@20m - TC 1.4 - 1/2500, f/3.5, 640 ISO - Copyright Claudia Rocchini 2010 - All Rights Reserved
L’argomento principe a sostegno degli obiettivi zoom è che essendo dotati di molteplici escursioni focali vengono ritenuti più comodi perché “permettono di avvicinare e allontanare il soggetto inquadrato”. Punto.
Ciò che stupisce è che quasi mai si parla di come cambia la prospettiva a seconda del tipo di focale scelta o subìta, come se questa variabile fosse ininfluente per la resa finale dello scatto. Da ciò si deduce che in moltissimi casi gli obiettivi zoom vengono considerati solo ed esclusivamente in base al fattore di ingrandimento senza che ci si ponga il problema di come funzionino tecnicamente né di conseguenza il loro corretto utilizzo.
Durante una recente escursione naturalistica, un ragazzo con attrezzatura professionale, una reflex full frame con un tele da 300mm fisso a f/2.8, era molto interessato alla mia attrezzatura, soprattutto all’obiettivo (un 70-200mm con duplicatore di focale): “Volevo prenderlo, ho scelto il 300mm per la qualità, ma lo voglio vendere perché con i fissi non mi trovo bene a comporre. Lo zoom è più comodo, non mi devo muovere e i risultati non cambiano”.
Di fronte a simili castronerie, dette con molta convinzione, è inutile discutere. E poi avevo voglia di provare il suo obiettivo, così gli ho proposto di fare uno scambio con il mio e di valutare sul campo la resa. Mi sono molto divertita a osservarlo fotografare perché già immaginavo il comportamento: infatti, anche in presenza di soggetti statici e con possibilità di avvicinarsi considerevolmente, si limitava a maneggiare il barilotto dello zoom alla ricerca della giusta inquadratura, senza mai muoversi dal punto in cui era: “Caspita quanto è comodo lo zoom! E se anche tu l’hai preferito al fisso un motivo ci sarà”.
![4849416589_2edc812be2[1]](http://www.maxfear.it/wp-content/345_5_Sidekeoa/2010/09/4849416589_2edc812be21-300x199.jpg)
Dignità - Nikon D700 - Nikkor 70/300VR@185mm@12m - 1/320, f/5, ++1/3 EV, 1600 ISO - Copyright Claudia Rocchini 2010 - All Rights Reserved
Il motivo, avrei potuto rispondere, è solo la comodità di non dover portare con me troppi obiettivi, ma quando e se possibile uso lo zoom come se fosse un fisso. Invece ho preferito stimolarlo con domande ad hoc: “Ti sei mai chiesto perché sugli zoom sono riportate le lunghezze focali? A cosa dovrebbero servire visto che secondo te il barilotto serve solo per ingrandire o rimpicciolire i soggetti?”. E ancora: “Lo sai che zoomando cambia non solo l’inquadratura ma anche la focale e, di conseguenza, tutta la prospettiva?” E infine: “Non ti sfiora il dubbio che uno zoom, fermo restando che ci siano le condizioni di ripresa adatte, andrebbe usato come se fosse un fisso e l’unica differenza è che non sei costretto a cambiare obiettivo?”.
E’ andato in crisi, senza sapere cosa rispondere. Gli ho proposto alcuni esercizi, basati sul cambio di focale e di distanza dal soggetto, adatti a verificare le variazioni della prospettiva.







































