Oasi LIPU in Italia
| INDICE | |
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| >> SARDEGNA | |
| CARLOFORTE | Carloforte (CA)
Tel. 338 2776307 |
| Come arrivare | Per raggiungere l’Isola di San Pietro è necessario raggiungere le località di Porto Vesme oppure di Calasetta da dove partono i traghetti per raggiungere Carloforte. Porto Vesme e Calasetta sono raggiungibili da Cagliari percorrendo la strada statale n. 130 in direzione Iglesias da dove proseguire per la strada statale n. 126 in direzione Carbonia. Poi seguire le indicazioni per il traghetto, sia per Porto Vesme (Porto Scuso) che per Calasetta.
Attualmente è in corso il rinnovo dell’atto con la Provincia di Carbonia Iglesias e il Comune di Carloforte. |
| Specie presenti | L’Oasi LIPU Carloforte presenta una notevole varietà di ambienti naturali che le conferiscono un aspetto insolito e selvaggio. L’Oasi rappresenta un importante luogo di sosta e nidificazione per moltissime specie di uccelli. La specie più rara e importante è il Falco della regina, che si riproduce esclusivamente sulle scogliere a picco sul mare in isole del Mar Mediterraneo. Ogni estate, circa 100 coppie di falchi arrivano dal Madagascar per nidificare nell’Oasi e dal mese di Maggio le scogliere sono vivacizzate dal vociare, dai voli di corteggiamento, dalle picchiate sulle prede e dalle delicate fasi della riproduzione di questi splendidi rapaci. Ma si possono osservare anche altre specie, come il Gheppio, la Poiana ed il Falco pellegrino. Sopra il limpido e azzurro mare volteggia poi il rarissimo Gabbiano corso dal particolare becco rosso corallo, mentre il Marangone dal ciuffo, posato su uno scoglio o intento a pescare, cattura la nostra attenzione con il suo buffo comportamento. Tra i fitti e intricati arbusti della macchia mediterranea trovano rifugio una notevole varietà di piccoli Passeriformi: l’Occhiocotto, la Magnanina, la Magnanina sarda e la Sterpazzolina. Sulle rocce assolate è facile sentire il melodioso e gorgheggiato canto del Passero solitario. |
| >> SICILIA | |
| RISERVA NATURALE SALINE DI PRIOLO | Priolo Gargallo (SR)
Tel. 0931/735026 |
| Come arrivare | Per raggiungere la Riserva è necessario percorrere la ex-strada statale 114 Siracusa–Catania, imboccando poi la strada secondaria con indicazione “Thapsos” (lato opposto ingresso ERG), e arrivati poco dopo la centrale Enel, si incontra l’ingresso principale. |
| Specie presenti | La Riserva Naturale orientata ” Saline di Priolo” salvaguarda l’ultimo lembo di un’ampia zona umida che occupava un ampio tratto di costa tra Priolo e Marina di Melilli (SR). Le motivazioni che hanno giustificato la creazione della Riserva vanno ricercate da un lato nell’evidente valore di testimonianza di questo lembo superstite di naturalità in una fascia costiera pesantemente trasformata dagli interventi umani, dall’altro nell’interesse oggettivo che hanno ormai anche piccole superfici di zona umida per il mantenimento della ricchezza faunistica del territorio. Nell’area sono state censite 216 specie di uccelli, ossia circa il 40% di tutte quelle osservate ad oggi in Italia. Tra queste, di particolare interesse è la poco comuneSterna maggiore, scelta come logo della Riserva in virtù del fatto che vi si osservano in migrazione autunnale i contingenti più elevati d’Italia con conteggi stagionali totali di 150-350 individui. Rilevante anche la nidificazione di anatidi quali la Moretta tabaccata, laVolpoca e il Mestolone. Per questi ultimi due in riserva sono stati documentati i primi casi di nidificazione per la Sicilia. In autunno, in particolare, si osservano stormi di diverse migliaia di limicoli, centinaia di ardeidi, migliaia di mignattini, e numerose altre specie. Numerose le specie accidentali per l’Italia osservate in riserva: tra queste ricordiamo il primo ed unicoCorriere di Leschenault, l’unico Beccaccino stenuro per l’Europa, il Piro piro fulvo,pettorale e Terek, la Sterna di Ruppell, la Silvia di Ruppell, il Chiurlottello e molti altri.
Anche i Rettili e gli Anfibi annoverano alcune specie tra cui il bellissimo anfibio Discoglosso dipinto e la Lucertola Podarcis wagleriana, endemismo siciliano. |
| RISERVA NATURALE ORIENTATA BIVIERE DI GELA | Sp 51 Gela-Scoglitti
Casella Postale n. 150 – 93012 GELA/CENTRO (CL) Tel. Uff. 3456612743 – 3455755044 Fax 09331936017 |
| Come arrivare | Per giungere alla Riserva è necessario percorrere l’autostrada A19 (Palermo-Catania), uscendo nella strada a scorrimento veloce Caltanissetta-Gela, e arrivati a Gela prendere la strada litoranea in direzione Ragusa seguendo le indicazioni per la Riserva. |
| Specie presenti | Grazie alla posizione geografica e alle condizioni climatiche la Riserva Naturale LIPU Biviere di Gela è una delle più importanti zone di migrazione e di sosta degli uccelli acquatici che passano qui il lungo inverno prima di tornare nel Nord Europa. Nella stagione fredda il lago offre rifugio soprattutto ad anatre, come il Moriglione ed il Fischione, e ai primi migratori tra cui la Marzaiola e il Mestolone. Con la primavera fanno invece la loro comparsa i migratori provenienti dall’Africa: l’Airone cenerino e il più raro Airone rosso, la Garzetta e la Sgarza ciuffetto. Tra le specie meno diffuse il Tarabuso, la Moretta tabaccata e il Mignattaio, simbolo dell’area protetta. Nei mesi di maggio e giugno ecco arrivare il Mignattino e la Sterna in migrazione pre-nuziale. Mentre tra le lunghe canne risuona il richiamo della Cannaiola e del Pendolino, l’occhio attento del visitatore può scorgere i nidi della Folaga, della Gallinella d’acqua e del Tuffetto in compagnia di alcuni esemplari di Spatola. In estate le zone più aperte del lago sono invece frequentate dai primi gruppi familiari di Marzaiole e Folaghe, e dalla rara Pernice di mare. In autunno i limicoli sono più numerosi che in primavera, i primi a giungere dopo un lungo viaggio sono il Piro Piro boschereccio e Culbianco, il Corriere piccolo e grosso e poi il Gambecchio, la Pantana, la Pettegola, il Totano moro, e per ultima a fine febbraio la variopinta Pittima reale. Arriva poi l’Alzavola, il Germano reale e la Marzaiola che si fermano a svernare. Lungo le coste del lago trovano rifugio anche alcune specie di mammiferi come la Volpe, il Coniglio selvatico e la Donnola. Anche i Rettili e gli Anfibi annoverano molte specie. |
| MONTALLEGRO | Montallegro (AG)
Tel. +39.091.320506 Tel. +39.339.7645940 |
| Come arrivare | Da Agrigento è necessario percorrere la strada statale n. 115 in direzione di Sciacca e dopo circa 25 chilometri si incontra il paese di Montallegro. Proseguendo lungo la strada statale, dopo circa 2 chilometri, si incontra l’Oasi conosciuta localmente con il nome di Laghetto Gorgo. |
| Specie presenti | L’Oasi, un bacino artificiale in fase di completa rinaturalizzazione, comprende diverse tipologie ambientali, dalle acque fonde alla vegetazione ripariale lungo le sponde, dalle acque basse e fangose ai piccoli ma densi canneti. Al centro del lago, le acque fonde sono frequentate specialmente in inverno da numerosi gruppi di Cormorani e Svassi maggiori, attirati dall’abbondanza di pesci, principale fonte alimentare per entrambe le specie. Durante le migrazioni sono invece i Moriglioni e le Morette a popolare la porzione centrale del lago, immergendosi alla ricerca di alghe ed altre piante acquatiche. Le zone con acqua più bassa, ovviamente vicino alle sponde, vengono utilizzate da molte specie di uccelli acquatici durante le migrazioni e in inverno: aironi come l’Airone cenerino, particolarmente abbondante, laGarzetta e la Nitticora, anatre come la Marzaiola, la Canapiglia, il Mestolone dal caratteristico becco, il Codone e il Fischione che a volte è possibile vedere anche nel mare circostante e limicoli come il Piro Piro piccolo, la Pantana e l’Albastrello, il Combattente e ilBeccaccino, il Piovanello pancianera e il Chiurlo. Il canneto e la vegetazione palustre lungo le sponde accolgono i nidi del Tuffetto, della Folaga e più in alto della Cannaiola mentre i boschi di Salice e di Tamerice danno rifugio a moltissime specie di piccoli passeriformi, aumentando la diversità dell’ambiente e dell’avifauna presente. I Seppur di origine artificiale, il lago ha da sempre attirato anche altre specie animali. Tra queste merita una citazione particolare la Tartaruga palustre (simbolo dell’Oasi), un rettile raro e localizzato in Sicilia, qui presente con una popolazione stabile e numerosa. Non è difficile osservare alcuni esemplari di questa specie intenti a “prendere il sole” lungo le rive e in cerca di cibo a terra o in acqua: molluschi, lombrichi, anfibi e loro larve e piccoli pesci sono le prede più ricercate. Una moltitudine di farfalle e libellule e di altri Insetti, più comuni in primavera e in estate, completa il panorama faunistico dell’Oasi. |
| RISERVA NATURALE ISOLA DELLE FEMMINE | Isola delle Femmine (PA)
Tel. 091/8616167 |
| Come arrivare | Da Palermo, imboccare la circonvallazione in direzione Trapani, immettersi sulla autostrada A29 (Palermo-Trapani), uscire dopo circa 5 chilometri, allo svincolo di Isola delle Femmine, proseguire per il centro della cittadina e seguire le indicazioni per “Torre in terra”. Gli uffici dell’Oasi si trovano a pochi metri dalla torre. |
| Specie presenti | L’isolamento geografico, che offre protezione dalle aggressioni umane, e la ricchezza di risorse alimentari costituiscono gli elementi caratterizzanti di quest’isola, consentendo l’insediamento e la rapida espansione numerica di una delle colonie di Gabbiano reale mediterraneo più importanti del Mar Tirreno. L’isola è un punto strategico durante le migrazioni: su di essa si fermano infatti, per riprendere le forze prima di ripartire, specie come il Cormorano, l’Airone cenerino, il Martin pescatore e la Garzetta o numerosissimi piccoli passeriformi, alcuni dei quali anche nidificanti, come il Codirosso spazzacamino, laCappellaccia e la Cutrettola, oltre ai rapaci delle aree circostanti quali la Poiana ed il Falco pellegrino. Oltre alle diverse specie di uccelli, sono poi presenti la Lucertola campestre, il Biacco, il Coniglio selvatico, numerose coloratissime farfalle come l’Icaro e la Zigena insieme a diversi coleotteri. La zona di riserva marina comprende alcuni tra i fondali più interessanti che circondano l’isola, la cui principale caratteristica è data proprio dalla varietà di ambienti. |







































