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Finalmente la Nikon D800
07/02/2012 – 12:52 | 271 visite | 1 Commento

Dopo tanti rumors, aspettative, speranze e previsioni, Nikon ha annunciato questa mattina la nuova D800 con una risoluzione senza pari in casa Nikon e dalle aspettative e caratteristiche degne di una ammiraglia.
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Oasi LIPU in Italia

In Naturalistica - Scritto da – 28/08/2010 – 22:21 - 210 visite 0 Commenti
Oasi LIPU in Italia
INDICE
  1. Piemonte – Liguria – Lombardia > Pagina 1
  2. Emilia Romagna – Veneto > Pagina 2
  3. Toscana > Pagina 3
  4. Lazio – Molise – Puglia > Pagina 4
  5. Sardegna – Sicilia > Pagina 5
>> EMILIA ROMAGNA
TORRILE Torrile (PR)
Tel. 0521/810606
Come arrivare Per raggiungere l’Oasi LIPU Torrile è necessario percorrere la strada statale n. 343 da Parma in direzione Colorno, e arrivati all’altezza di San Polo di Torrile si gira a sinistra seguendo le indicazioni stradali per l’Oasi LIPU Torrile.
Specie presenti Nell’ambiente dell’ecosistema palustre, in pochi anni sono state osservate più di 250 specie. Gli aironi, quali Nitticora, Garzetta, Airone bianco maggiore, Airone rosso ed Airone cenerino fanno spesso la loro comparsa alla ricerca di pesci, rane e insetti che qui sono abbondantissimi. Poi le anatre: coloratissimi i maschi, mimetiche le femmine. In inverno e durante le migrazioni è possibile osservare stormi anche numerosi di Germano reale, Codone, Mestolone, Fischione, Alzavola, Marzaiola e Moriglione. Ma la specie che in primavera attira maggiormente l’attenzione dei visitatori è il Cavaliere d’Italia, inconfondibile per le lunghissime zampe rosse, il piumaggio bianco e nero e il becco sottile. Gli isolotti che costellano gli specchi d’acqua dell’Oasi sono i luoghi preferiti dal Cavaliere d’Italia, oltre che dalla Sterna comune e il Fraticello, per costruire il nido. Tra i trampolieri presenti anche il Piviere dorato, il Piovanello pancianera, il Combattente, il Beccaccino ed il Chiurlo. Il fiume Po che scorre vicino è come una grande “autostrada” percorsa dai migratori. Così in primavera e in autunno arrivano all’Oasi specie rare come la Cicogna nera, il Falco pescatore, l’Aquila anatraia maggiore, il Mignattaio. Qualche segnalazione eccezionale avviene anche nel periodo invernale, come quelle della stupenda Aquila di mare e del velocissimo Falco pellegrino.
BIANELLO Quattro Castella (RE)
Tel. 0522/887904
Come arrivare Dalla città di Reggio Emilia prendere la strada statale n. 63 e dopo l’abitato di Rivalta imboccare la strada a destra per Quattro Castella, quindi seguire le indicazioni Oasi Bianello. Parcheggiare nel piccolo borgo di Monticelli o nelle immediate vicinanze lungo la strada comunale.
Specie presenti L’Oasi LIPU Bianello è uno splendido esempio di ambiente del basso Appennino emiliano, con quote attorno ai 300 metri: boschi, piccole praterie, macchie e coltivi. Nel bosco di latifoglie miste le querce si mescolano a carpini, ornielli e aceri, su un ricco sottobosco arbustivo di cornioli, ligustri e noccioli. L’insieme dei differenti ambienti crea condizioni di vita ottimali per gli uccelli, qui presenti con oltre 130 specie tra sedentarie, svernanti e migratrici. Tra i rapaci, oltre ai più comuni PoianaGheppio, spicca lo Sparviere, simbolo dell’Oasi, con le sue spettacolari acrobazie nuziali e il suo rapido zigzagare tra il folto degli alberi a caccia di qualche Ghiandaia. La fine dell’inverno è poi il momento ideale per riconoscere i suoni dei rapaci notturni: BarbagianniAlloccoCivettaGufo comune emettono i loro inconfondibili richiami per manifestare la loro presenza e delimitare i propri territori dove, tra poche settimane, inizieranno l’allevamento dei pulcini. Anche al visitatore meno attento capiterà di imbattersi, lungo il Sentiero natura, in un chiassoso gruppo di piccoli uccelli colorati: i principali protagonisti di tanto rumore e tanta agitazione sono CinciallegraCinciarella,Cincia mora e Cincia bigia, CodibugnoloFiorrancino.
CELESTINA Via Reggiolo, 21 42012 Campagnola Emilia (RE)
Cell. 340.6964168
Come arrivare L’Oasi si trova a Nord del paese di Campagnola Emilia. Una volta imboccata via Reggiolo, presso il campo sportivo dell’oratorio, si prosegue per circa 2 km. L’Oasi resta sulla sinistra. Dall’A1 uscendo a Reggio Emilia percorrere la strada per Bagnolo in Piano e Novellara, poi Reggiolo fino alla località Bernolda, voltare a destra per Campagnola e, passando un ponticello, dopo 1 km sulla destra, si giunge all’Oasi. Dall’A22 uscire a Reggiolo-Rolo, quindi seguire le indicazioni per Reggiolo di cui sopra.
Specie presenti Il paesaggio dell’Oasi è in progressiva evoluzione: le varie piantumazioni di alberi e cespugli autoctoni sono destinate a trasformare il prato incolto in boscaglia prima e poi in bosco, mentre il canneto a Typha latifolia e Phragmites australis sta colonizzando gli specchi d’acqua. Tra gli animali, le presenze più rilevanti riguardano senz’altro gli Uccelli. Gli appariscenti Cavalieri d’Italia hanno fin dall’inizio nidificato nell’Oasi, così come Corriere piccoloPavoncellaSterna comuneFolagaTuffettoGallinella d’acquaGermano reale. Sui prati adiacenti alle vasche, nidificano CutrettoleAllodoleStrillozziSaltimpali. E’ però nei periodi del passo migratorio che si possono vedere le specie più interessanti. Tra i limicoli, sono stati osservati Chiurlo piccoloChiurlo maggioreGambecchioPiovanello pancianeraCombattenteAlbastrelloTotano moroPantanaPiro piro boschereccio,CulbiancoBeccaccino, ecc. In primavera si possono vedere il Fraticello e le tre specie diMignattini, il comune, il piombato e l’alibianche, mentre in autunno è stato osservato ilGabbianello. Tra i rapaci, osservati Nibbio brunoFalco di paludeAlbanella reale,SparvierePoianaGheppioLodolaio.
ISOLA BIANCA Ferrara

Tel. 0532/772077

Come arrivare Percorrere l’autostrada A13 (Bologna-Padova), uscendo a Ferrara Nord, quindi imboccare la strada statale n. 16 in direzione Rovigo, fino a raggiungere dopo pochissimi chilometri Pontelagoscuro. Dall’abitato si prende la via Ricostruzione con direzione Est per Francolino, circa 300 metri dopo il sottopassaggio ferroviario c’è il Centro visite. In treno: arrivare alla stazione di Ferrara e poi prendere l’autobus n. 11, fermata di Pontelagoscuro, quindi proseguire a piedi per 500 metri lungo via Ricostruzione fino al Centro visite.
Specie presenti L’Isola ospita 92 specie vegetali, tra arboree, arbustive dai saporiti frutti e erbacee. Spesso i cespugli ospitano liane quali il Luppolo e la velenosa Brionia. Il fatto di essere circondata dall’acqua e completamente ricoperta di vegetazione, fanno dell’Oasi un habitat particolarmente ricco di uccelli: ben 82 specie sono state identificate nell’arco di tutto l’anno. Il Picchio rosso maggiore, simbolo dell’Oasi per la sua costante presenza, convive con il più raro Picchio verde dalla caratteristica risata. La garzaia di circa 300 nidi ospita quattro specie nidificanti: la Nitticora, la Garzetta, l’Airone cenerino e la Sgarza ciuffetto, ultima arrivata in ordine di tempo. Altre specie osservabili sono poi Martin pescatore, il Cavaliere d’Italia, il Rigogolo, il Torcicollo, l’Assiolo, lo Sparviere, il Basettino, il chiassosoCannareccione e la Cannaiola. Come svernanti non mancano mai il Cormorano, lo Svasso maggiore che pesca nel ramo laterale del fiume, il Tuffetto, il Germano reale, il Moriglione e tra i rapaci diurni, la Poiana e il Gheppio
>> VENETO
CA’ ROMAN Venezia
Tel. 340-6192175
Come arrivare Ca’ Roman è facilmente raggiungibile da Chioggia (dove c’è possibilità di parcheggio). Dall’imbarcadero del servizio pubblico ACTV parte il battello n.11 diretto a Pellestrina. Ca’ Roman è la fermata intermedia, raggiungibile in circa 12 minuti.
Partendo da Venezia, si arriva al Lido. Da qui è necessario prendere sino al capolinea (Cimitero) l’autobus n.11 diretto a Pellestrina, da dove parte il battello ACTV per Chioggia. In alternativa, si può percorrere a piedi il murazzo (lungo circa 1800 metri) sino all’Oasi. Dal Lido Ca’ Roman è raggiungibile in circa 1 ora. Per orari e costi dei biglietti ACTV (che prevedono sconti per le scolaresche) rivolgersi al servizio informazioni: 041 2424.
Specie presenti L’Oasi conserva, grazie al suo relativo isolamento, uno degli ambienti dunali più integri di tutto l’alto Adriatico e vanta, nonostante le ridotte dimensioni, una straordinaria ricchezza faunistica: è situata, infatti, su una delle più importanti rotte migratorie d’Italia e moltissime specie d’uccelli (180 censite complessivamente sino al 2007) la utilizzano in autunno e primavera per riposarsi e nutrirsi prima di riprendere il viaggio.
Per le sue valenze naturalistiche Ca’ Roman è un Sito di Importanza Comunitaria (SIC) e Zona di Protezione Speciale (ZPS).
Tra le specie sedentarie si osservano il Martin pescatore, il Gabbiano comune, il Gabbiano reale ed il candido Gabbiano corallino. Tra gli ospiti estivi spiccano il crepuscolareSucciacapre, l’elusivo Assiolo e il coloratissimo Gruccione.
Nel periodo invernale lo Sparviero, il Falco pellegrino ed il Falco di palude battono Ca’ Roman all’incessante ricerca di prede, mentre, nel mare e nella laguna che circondano l’Oasi, sono presenti numerosi uccelli provenienti dal nord Europa: lo Svasso piccolo, lo Svasso maggiore e lo Smergo minore.
L’Occhiocotto e lo Zigolo nero testimoniano con la loro presenza il carattere termofilo di Ca’ Roman.
Vanto e principale motivo di istituzione dell’Oasi sono le colonie nidificanti di Fratino e Fraticello. Queste, quasi sparite all’inizio del secolo, stanno registrando oggi, grazie alle misure di protezione messe in atto dalla LIPU, una lenta, ma costante crescita.
A Ca’ Roman la pulizia della spiaggia con mezzi meccanici è bandita e vengono asportati a mano i soli rifiuti di origine antropica. Queste misure gestionali garantiscono la tutela degli habitat dunali e la salvaguardia di una microfauna di battigia unica al mondo ed in via d’estinzione (come i coleotteri Parallelomorphus laevigatus o la Phaleria bimaculata). Nel 2003 sono iniziati i lavori del MOSE (il sistema di paratoie mobili che dovrebbe difendere Venezia dalle acque alte eccezionali). A Ca’ Roman, la realizzazione delle sue opere complementari (conca di navigazione, porto rifugio e terrapieno) ha comportato la distruzione di oltre tre ettari di habitat tutelato dalla Comunità europea. Un danno ambientale grave ed inutile: le stesse opere potevano, infatti, essere realizzate in altri siti e, oltretutto, a costi minori.
CAVE GAGGIO Marcon (VE)
Tel. 339.2378105
Come arrivare Per giungere all’entrata dell’Oasi è necessario raggiungere il paese di Marcon, uscendo proprio a Marcon lungo l’autostrada A4 Venezia-Trieste. Dal centro di Marcon, presso l’incrocio per San Liberale, proseguire diritto seguendo le indicazioni per l’Oasi, situata lungo Via Matteotti.
Specie presenti Al valore conservazionistico di questa area protetta si aggiunge inoltre quello didattico, anche in virtù dello scorcio sul passato che viene offerto dalla presenza di una vegetazione tipica delle zone paludose ormai scomparse, che un tempo caratterizzavano la pianura veneta. Negli specchi d’acqua meno profondi compaiono diverse piante acquatiche, tra cui i potamogeti, qui presenti con diverse specie (Potamogeton natans, P. nodosus, P. pectinatus, P. perfoliatus, ecc. ) mentre le sponde meno ripide sono colonizzate dalla Cannuccia di palude (Phragmites australis) e in misura minore dalla Tifa a foglie larghe (Typha latifolia) e dalla Tifa a foglie strette (Typha angustifolia).
Se si parla di avifauna, l’Oasi Cave di Gaggio Nord deve essere menzionata soprattutto per i suoi uccelli acquatici. Tralasciando le varie specie di anatre selvatiche presenti, dallaMarzaiola (Anas quequedula) all’Alzavola (Anas crecca), sono gli ardeidi (aironi e simili) i principali protagonisti di questa zona umida. Infatti questo sito ospita, a seconda dei periodi dell’anno, la quasi totalità delle specie di tale famiglia regolarmente presenti in Italia. Alcune di queste qui si riproducono, come il Tarabusino , la Garzetta e la Nitticora. Proprio queste due ultime specie hanno generato una piccola colonia nidificante (una cosiddetta “garzaia”) negli ultimi anni, di grande importanza dato che i siti riproduttivi di questi uccelli risultano poco numerosi in Veneto. Talvolta osservabile d’inverno è l’elusivo Tarabuso, mentre ancora nella stagione fredda è facile individuare l’Airone bianco maggiore e il più minuto Airone guardabuoi. Tra le boscaglie diverse specie di uccelli sono legate alle zone cespugliose o agli ambienti forestali; tra queste si ricordano la Capinera e l’Usignolo, i cui canti riecheggiano lungo i sentieri in periodo primaverile. Tra le specie nidificanti legate ai boschi e alle zone alberate in genere troviamo anche il Picchio rosso maggiore e il Picchio verde; questi uccelli risultano molto importanti per la biodiversità dell’Oasi, in quanto i loro nidi scavati nel legno, una volta abbandonati, forniscono potenziali cavità per la riproduzione di altre specie, come il Torcicollo e la Cinciallegra.
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