Alcuni luoghi consigliati per il Birdwatching

| 28/08/2010 | 3.768 Letture |

Parco Nazionale del Gran Paradiso. La star che attira i birdwatcher è l’aquila reale, ma nello scenario delle montagne piemontesi si possono vedere specie prevalentemente nidificanti in primavera ed estate che vanno, appunto, dai rapaci (oltre all’aquila, il gipeto) ai passeriformi (gracchio alpino, gracchio corallino, sordone, codirossone, culbianco, codirosso spazzacamino, fringuello alpino, merlo dal collare, cesena, beccafico, nocciolaia, luì bianco, venturose, zigolo muciatto, zigolo giallo, ortolano) ai galliformi quali la coturnice. Sul sito del Parco si trova l’elenco delle attività promosse anche durante tutta la stagione invernale, tra le quali, giusto per restare in tema, “cacce emozionali, fotografiche, culturali”.

Monte Baldo. Tra le province di Trento e Verona, il Monte Baldo offre la possibilità di osservare galliformi (fagiano di monte e gallo cedrone), rapaci (aquila reale, gufo reale, astore) e passeriformi (cincia bigia alpestre, regolo, bigia padovana, canapino, bigiarella, cincia dal ciuffo). La zona è ben attrezzata, le Guardie Forestali hanno allestito piattaforme di osservazione e spesso vi si trovano anche cartelli con le indicazioni delle specie da individuare. Se vi trovate in zona da maggio a settembre, approfittatene anche per andare a vedere l’Orto botanico del Monte Baldo, a Novezzina, nel comune di Ferrara di Monte Baldo, dove sono raccolte le specie autoctone del Monte Baldo.

Riserva naturale regionale Isola della Cona-Foci dell’Isonzo. Nella zona assai ampia della riserva naturale regionale, in Friuli Venezia Giulia, l’Isola della Cona è una delle aree meglio attrezzate in Italia, con una stazione biologica dove si eseguono attività di divulgazione e ricerca. Le specie da osservare sono prevalentemente svernanti, quindi armatevi di abiti caldi perché il momento migliore per andarci è in inverno. Si osservano anatre (edredone, orco marino, orchetto marino, quattrocchi), gaviformi (strolaga mezzana e minore), limicoli (chiurlo, beccaccia di mare), aironi (airone bianco maggiore) gabbiani (gavina, gabbiano corallino).  Il parco è attrezzato talmente bene che ci sono punti di osservazione al coperto, costruiti nel massimo rispetto dell’ambiente: è, insomma, uno dei posti migliori in cui cominciare l’attività.

Delta del Po. Al Parco del Delta del Po il birdwatching è diventato sport: ogni anno tra aprile e maggio si tiene infatti l’International Po Delta Birdwatching Fair, la fiera internazionale del birdwatching e del turismo. Oltre ai concorsi per fotografi e documentaristi, durante la fiera si tengono convegni ed escursioni organizzate, durante le quali viene fornita anche l’attrezzatura per l’osservazione. Andare in zona in occasione della fiera è un’occasione eccellente, ma il Delta è una zona piena di fascino in ogni periodo dell’anno, seppure le specie da osservare siano prevalentemente nidificanti, quindi da vedere in primavera-estate. In inverno si vedono anatre, cormorani, svassi, aironi, cicogne e oche. Tra i rapaci il falco palude, l’albanella minore, l’albanella reale, il gheppio. Ci sono inoltre rallidi (porciglione, schiribilla, voltolino, folaga), limicoli (piovanello, corriere grosso, corriere piccolo, fratino, avocetta, pittima reale, cavaliere d’Italia), poi gabbiani, sterne e  varie decine di specie di passeriformi.

Promontorio del Conero. Lo spunzone di roccia che interrompe la linearità delle spiagge adriatiche, regalando alle Marche un unicum paesaggistico, vanta una buona varietà di specie migranti, per cui il periodo migliore per una visita è da aprile a maggio, quando si può approfittare anche delle belle giornate per finire con un sonnellino in riva al bel mare. Nel Parco del Conero vengono spesso organizzate escursioni con un ornitologo e si può partecipare al censimento dei rapaci della zona (pecchiaiolo, falco di palude, albanella minore, albanella pallida, aquila anatraia maggiore, aquila minore, poiana, poiana delle steppe, nibbio bruno, grillaio, falco cuculo, sparviere, falco pellegrino, lanario). Tra i passeriformi nidificanti ci sono il passero solitario di leopardiana memoria e poi, tra le altre specie, il rondone maggiore e il picchio muraiolo.

Isola di Capraia. La più selvaggia delle isole toscane rappresenta un punto di osservazione privilegiato per le specie migratrici, presenti in primavera (aprile-maggio) e autunno (settembre-ottobre). Il parcoorganizza in genere escursioni guidate, talvolta specifiche per imparare le tecniche di birdwatching e osservare al meglio i rapaci (falco pescatore, falco di palude, pecchiaiolo) e i passeriformi migratori (pispola golarossa, merlo dal collare, ortolano, sordone, calandrella, Monachella).

Foci dell’Ombrone e Palude della Trappola. In provincia di Grosseto, nel cuore della Maremma, si trova il nucleo delle attività di osservazione e salvaguardia dell’avifauna italiana. In queste zone sono sorte alcune delle oasi più belle e il Parco della Maremma organizza escursioni con guida per un numero minimo di otto partecipanti. Le specie da osservare sono prevalentemente svernanti, e vanno dalle anatre e oche (alzavola, mestolone, codone, fischione, oca selvatica e lombardella), ai limicoli (pittima reale, pavoncella, piovanello pancianera, gambecchio, beccaccino, chiurlo), ai gabbiani (gavina, gabbiano reale mediterraneo, gabbiano comune, zafferano), ai passeriformi (beccamoschino, capinera, occhiocotto. Nella zona si danno inoltre appuntamento gli appassionati per tentare la fortuna e vedere alcuni frequentatori “accidentali” quali lo zigolo golarossa e lo zigolo delle nevi.

Golfo di Manfredonia. In  Puglia, nella zona del Parco del Gargano, l’Oasi del lago Salso è un ambiente umido che ha in Frattarolo, Daunia Risi e le  Saline di Margherita di Savoia luoghi di enorme interesse naturalistico, oltre che di grande bellezza paesaggistica. Basta pensare che nel Parco nidificano 170 specie di uccelli tra le 237 nidificanti in tutta Italia e vi si trovano ben cinque varietà di picchio. Ci sono percio specie da osservare sia in inverno (anatre e limicoli) sia in estate (cavaliere d’Italia, avocetta, fraticello, gabbiano roseo, moretta tabaccata, nitticora, garzetta, svasso maggiore.

Stretto di Messina. Fare birdwatching sullo Stretto di Messina non è soltanto un piacere, ma un dovere: più persone si dedicheranno all’osservazione dei rapaci migranti, meno spazio ci sarà per i bracconieri, che ogni anno fanno strage di questi uccelli, spinti da un’antica superstizione per cui uccidendo un “adorno”, nome che ai falchi viene dato in Calabria, ci si mette al riparo dalle infedeltà coniugali. Ogni anno ad aprile e maggio è uno strazio, con le guardie forestali impotenti di fronte all’esercito di cacciatori che si appostano per fare strage di pecchiaioli, falchi palude, abanelle minori, albanelle pallide, aquile anatraie, poiane, nibbi, grillai e ogni tipo di falchi.

Stagni del golfo di Cagliari-Molentargius. I primi anni in cui i fenicotteri nidificarono nello stagno di Cagliari, la gente fu tanto sorpresa e contenta del fenomeno che li protesse dal rumore dei cortei pro-nazionale di calcio. Era infatti il 1990 e c’erano i mondiali, ma quando i caroselli di auto strombazzanti passavano vicino ai nidi, la gente smetteva di suonare. I fenicotteri sono ormai un elemento stabile della splendida città sarda e insieme a loro si possono osservare cormorani, fistioni turchi, morette tabaccate, moriglioni, fischioni, codoni, alzavole, mestoloni, aironi biancchi maggiori, avocette e gabbiani corsi.
Tra i nidificanti ci sono ardeidi, rallidi e anatre, oltre a molte varietà di gabbiani e sterne. Il Parco naturale regionale di Molentargius ha istituito una serie di percorsi attrezzati per l’osservazione e messo a disposizione guide esperte perché alcuni sentieri sono visitabile, per la salvaguardia delle specie, soltanto con un accompagnatore.

Fonte: la repubblica

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Categoria: Naturalistica

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